23 ottobre 2014

Nuovo romanzo: "Le rovine in attesa"

     Il mio secondo romanzo, Le rovine in attesa, sarà pubblicato entro la fine dell’anno dalle Edizioni Alter Ego di Viterbo.
Ogni novità in merito verrà presto comunicata su questo blog, oltre che sul sito dell’Editore
 
     Protagonista del romanzo è Erminio Narri, un giovane insoddisfatto e frustrato, che vive con precarietà tutte le esperienze della sua modesta esistenza: il lavoro, l’amicizia e l’amore. Appartenente ad una famiglia della media borghesia caduta in disgrazia, è riuscito ad ottenere soltanto una misera occupazione in una vecchia e malandata biblioteca di teologia, nonostante lunghi anni di studi giuridici alle spalle.
     Il momento del riscatto sembra però arrivare quando riceve inaspettatamente la lettera di un anziano nobiluomo meridionale, che lo invita a recarsi presso la sua avita dimora per discutere di un “affare urgente e segreto”. Il marchese Alberico Priviano, questo è il nome del misterioso mittente,  vive in un antico e decaduto palazzo, in una “terra circondata dai monti eppure così vicina al mare”. Qui, in mezzo agli amati libri e quasi in solitudine, il marchese coltiva un suo visionario progetto di redenzione collettiva, in cui cerca di coinvolgere Erminio. Questi, nonostante le iniziali titubanze, finirà per aderirvi, nella convinzione di poter ottenere quella fama e quel denaro che, altrimenti, non avrebbe mai creduto di poter raggiungere.
     E sarà proprio la trattazione di questo oscuro progetto ad avvincere i protagonisti in un comune destino, che li porterà ad accettare definitivamente il peso della propria inettitudine morale e materiale. I due, apparentemente così diversi, si scopriranno vicini, entrambi pervasi nel profondo dell’animo da una solitudine alla quale hanno cercato di dare maldestramente sollievo con l’ansia del successo ed una vana aspirazione di rivincita.
     Concepito quale opera sullo spinoso tema dell’unificazione del Paese e sulla genesi della "questione meridionale", il romanzo, pur attraversato da una sottile vena polemica, tipica di un certo “revisionismo” della vicenda risorgimentale, tenta di collocarsi oltre la mera disputa politica. La vicenda narrata diviene pertanto occasione per lanciare un’invettiva contro la seduzione del denaro ed un ammonimento sulla inconsistenza dei desideri di gloria e sulla pericolosità dell’ambizione del potere.
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