3 dicembre 2013

"Viviamo da tempo una forma di medioevo moderno": intervista a Miro Sassolini

    Miro Sassolini, storica voce della new wave italiana, ormai da molti anni porta avanti una coraggiosa attività di contaminazione tra le arti, di cui il disco Da qui a domani (2012, Black Fading Records) costituisce l’ultimo tassello. E proprio l’ascolto di questo lavoro mi ha spinto a cercare Miro, per porgli alcune domande sul suo nuovo interessantissimo progetto, che mescola sapientemente voce, musica e poesia. Premetto che la mia intenzione è stata quella di fare un’intervista “da qui a domani”, ovvero riguardante il disco ed i progetti futuri. Inoltre, poiché il mio è un blog prevalentemente di letteratura, le domande hanno avuto ad oggetto anche questo tema.
    Ringrazio di cuore Miro Sassolini per la disponibilità e la sensibilità dimostrate, nonché Monica Matticoli, senza il cui contributo questa intervista non sarebbe stata possibile. Buona lettura.     
 
Domanda. Qual è il ruolo della Poesia in questo suo ultimo disco?
Risposta. La poesia ha generato una sorta di Big Bang a monte e Da qui a domani è la conseguenza di questo evento, è il frutto di quell’esplosione così come l’energia sprigionata è il combustibile per i progetti futuri. Dalla lettura del libro di Monica Matticoli e Valentina Tinacci, Venti lucenti unghie, attraverso Da qui a domani e fino al lavoro che stiamo portando avanti la poesia compone, insieme alla musica, alla voce, alla contaminazione fra generi e linguaggi, lo scenario su cui compiamo le nostre scelte artistiche e progettuali.
 
D. Che importanza possono avere la poesia e la letteratura nella nostra epoca, che appare così vuota di bellezza?
R. L’uomo (non il poeta) è l’unico responsabile del vuoto di bellezza nella nostra epoca perché col tempo è diventato “orrendo dentro”. Poesia e letteratura rappresentano solo una parte della bellezza perduta. Viviamo da tempo una forma di medioevo moderno ed è (di nuovo) come se la bellezza fosse solo di chi va alla guerra.   
 
D. Nel disco sono evidenti riferimenti colti, letterari e musicali. Cosa legge oggi Miro Sassolini? E cosa ascolta?
R. Leggo di tutto, ascolto di tutto e metabolizzo solo quello che mi serve. Nel disco i riferimenti colti sono frutto di questa selezione naturale.
 
D. Le librerie sono piene di opere mediocri, scritte specialmente da personaggi televisivi o diventati noti per mezzo della televisione, come calciatori, saltimbanchi e attori di modesta caratura. Lo stesso dicasi per i negozi di dischi. Cosa significa affrontare oggi in Italia un progetto musicale impegnativo e di non facile presa sulle masse come il suo? 
R. La mediocrità è un’arma secolare. L’uomo può essere eccelso o mediocre, in mezzo ci sono tutte le sfumature della sua natura, lo dice la storia. La storia ci insegna anche quanto la mediocrità sia necessaria per generare piccole e grandi rivoluzioni culturali. La mia progettualità è autentica e contemporanea: sta a me trovare soluzioni, vero; agli altri invece tocca dotarsi di recettori capaci di individuarmi, non vedo alternative e quindi non mi pongo il problema. Faccio quello che mi piace.
 
D. In una recente intervista, fatta ad XL de La Repubblica, lei ha fatto un riferimento preciso a Demetrio Stratos, un artista che sarebbe riduttivo definire un cantante. Anche lei, ritornato al canto dopo molte e diverse esperienze artistiche, ha in mente un progetto di ricerca sulla voce, da trattare alla stregua di uno strumento?
R. Su Stratos ho detto tutto quello che avevo da dire. Il resto è assolutamente personale, lo è sempre, ne parlo così poco... Ci tengo (ancora una volta) a dire che non ho mai lasciato il canto: un ventennio di ricerca e sperimentazione vocale può bastare. La voce è uno strumento, il più intimo e complesso. Siamo lavorando per renderla un insieme di suoni universali.
 
D. Quali sono i suoi futuri progetti di artista? In particolare, sono in cantiere nuovi lavori col marchio S.M.S.?
R. Il prossimo album attraverserà la complessità dello strumento voce: sarà un lavoro antropologico, ancestrale come i suoni dei nostri antenati, evoluto nella sua forma più contemporanea. Per adesso non posso aggiungere altro ma ne riparleremo, volentieri, più avanti.

(Miro Sassolini fotografato da Angelo Gambetta - Terranuova Bracciolini - AR - 16/11/2013)

Sito ufficiale Miro Sassolini:
http://mirosassolini.wordpress.com/

La mia recensione del disco Da qui a domani.

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