Letteratura, Musica, Scrittura, Cinema e altri argomenti. Per un pensiero non allineato.
12 febbraio 2025
"Il paese delle meraviglie" di Giuseppe Culicchia: la generazione segnata dall'odio
26 ottobre 2024
"Cowboys & Indians" di Joseph O' Connor: l'impietosa giovinezza
31 luglio 2024
La rabbia giovane dei Superchunk
«Don't get uppity with me,I see things that you never see,I've been seeing them for years,let me whisper in your ear.I'll tell you from my front porch,I'll tell you from my cast iron chair,I'll tell you about my visitors,I only wish you were there, well.»
24 giugno 2024
Federico Fiumani, la solitudine è il privilegio della libertà
«All'epoca facevo un disco che doveva intitolarsi Falso amore. E stavo sempre in mezzo a gente che adesso non mi va nemmeno di nominare.»
«Io amo lei, non tutti gli uomini che ha avuto per dare un senso al suo passato.»
«E se perdo, voglio farlo come dico io!»
«Lei era bella, ma bella davvero, e allora sai perché quando venni, venni dentro di me.»
6 marzo 2024
Le suggestioni d'oltremanica dei Frigidaire Tango
13 febbraio 2023
Gli anni perduti del Consorzio
«Conosco le abitudini, so i prezzi, e non voglio comperare né essere comprato.»
«La casa, la chiesa, a modo e per bene, campana che suona, la notte che viene. [...] Scaldano le braccia del peccato, scaldano il freddo del firmamento.»
7 agosto 2022
Suonare la rivoluzione: "Entertainment!"
22 febbraio 2022
"Words from the front", Verlaine fedele alla linea
25 dicembre 2021
"So alone": dove il mare è più profondo
«Feel so restless, I am, beat my head against a pole, try to knock some sense, down in my bones. And even though they don't show, the scars aren't so old.»
28 ottobre 2021
"Hibernation": suoni dalla città di ghiaccio
Tempo fa, recensendo il primo e unico
disco dei Mercenaries di Claudio Dentes, utilizzai l'espressione “nostrani ma
strani”, a significare l'eccentricità del gruppo nel panorama musicale
italiano. La definizione ben si adatta ai Chrisma (poi Krisma), forse il più
celebre e riuscito esperimento del synth-pop nazionale, un nome che non ha
bisogno di presentazioni. La vicenda è nota: Maurizio Arcieri, già icona beat
coi New Dada e modello di fotoromanzi, conobbe e sposò la svizzera Christina
Moser; il duo prese il nome di Chrisma, dalle loro iniziali. Esordirono con un
repertorio leggero di gusto danzereccio, per essere poi folgorati dal punk in
quel di Londra. Il resto è storia: la pubblicazione di Chinese restaurant, il
tentativo di portare in Italia il genere elettronico, l'equivoco di chi li
scambiò per filonazisti, Maurizio che si tagliò un dito durante un concerto
come risposta alle contestazioni. Al di là degli aneddoti, è indubbio che il
duo abbia avuto una certa popolarità e diversi passaggi televisivi, a
differenza di altri gruppi wave nostrani che pure cantavano in inglese, come
Neon o Frigidaire Tango. Al successo ha contribuito molto la fama di coppia
inossidabile, lei meravigliosa come una diva d'altri tempi, lui un bello da
fotoromanzo. Ma i Chrisma erano tutt'altro che apparenza: sostanza pura e
talento limpidissimo.
10 marzo 2021
"Un album poetico, romantico, emotivo": intervista a C.F.F. e il Nomade Venerabile in occasione dell'uscita di "E sia"
Domanda. Inizio con una curiosità. Se non
sbaglio, il vostro precedente album, Canti notturni, era stato licenziato
semplicemente a nome C.F.F. Adesso ritorna "Il Nomade Venerabile"; posso
chiedervi il motivo di questa scelta?
Risposta (Vanni). Sì, non sbagli. Nel 2014 si è aperta una parentesi, nella storia dei C.F.F. e il Nomade Venerabile, che necessitava di un abbreviamento del nome, in considerazione del fatto che, da quell'anno fino a tutto il 2018, ci siamo ridotti a un trio elettroacustico che, oltre ad avere rivisitato in quella chiave parte del repertorio dei C.F.F. e il Nomade Venerabile, ha pubblicato l'EP Al cuore e l'album Canti notturni. È stata certamente una parentesi felice, ricca di nuovi incontri molto stimolanti, umanamente e professionalmente, di numerosi concerti, di palchi importanti e premi prestigiosi (su tutti, ricordiamo sempre con particolare emozione la vittoria del “Premio Pierangelo Bertoli”); tuttavia, con l'ingresso in formazione del batterista Guido Lioi (ex One Way Ticket), ci è sembrato naturale tornare al nome esteso e recuperare anche i lati più elettrici, distorti e punk-wave dei nostri background musicali.
R. (Anna Maria). In un progetto come il nostro la multidisciplinarietà è congenita, è parte essenziale della nostra identità. Ci siamo sempre sentiti un po' stretti nelle maglie della sola forma-canzone, i nostri percorsi creativi e compositivi finivano inevitabilmente per traboccare in altri campi. Così abbiamo fatto di questa esigenza espressiva la nostra cifra stilistica. Fin dagli esordi, nel 1999, abbiamo portato sul palco video-installazioni e teatro-danza, affidando ad una performer, membro della formazione a tutti gli effetti, al pari di voce e strumenti, il compito di “dare corpo” ai testi delle nostre canzoni. Abbiamo inoltre musicato la poesia Spleen di Charles Baudelaire nella canzone intitolata Un jour noir contenuta nell'album Lucidinervi, abbiamo scritto e suonato dal vivo le musiche di scena per lo spettacolo Il mio inv(f)erno...vita da zingaro sulla storia del pugile sinti Johann “Rukeli” Trollmann che osò sfidare il regime nazista, passando da campione dei pesi medi a deportato nel lager di Neuengamme. Alla sua vicenda è, tra l'altro, ispirato il testo della canzone Come fiori contenuta in Canti notturni. Ci fa piacere ricordare inoltre che, proprio di recente, la cooperativa sociale “Progetto promozione lavoro”, che si impegna nella promozione ed ideazione di progetti artistici rivolti alle persone diversamente abili, nell'ambito del progetto “Musical-Mente: Sfumature Sonore”, ha lavorato sulla nostra rilettura di Ho visto Nina volare di Fabrizio De André, con la partecipazione dei cari amici Yo Yo Mundi. Gli ospiti della cooperativa hanno guardato il videoclip di animazione della canzone, realizzato da Ivano A. Antonazzo, realizzando degli elaborati, sulla base delle suggestioni ricavate da immagini e testo. La commistione migliore resta sempre quella tra l'arte e la vita.
R. (Anna). Poetico, perché i testi dell'intero album, per la prima volta, sono delle vere e proprie poesie tratte dalla raccolta E sia (da cui prende il nome anche l'album) della poetessa Grazia Procino. Romantico, perché gran parte delle suddette poesie sono canti d'amore di una bellezza struggente ed i suoni e le melodie che li accompagnano, soprattutto nella prima parte dell'album (il lato acustico), avvolgono ed amplificano questa attitudine romantica. Emotivo, perché questo album è figlio di un tempo strano, vuoto, fermo. Un anno fa non immaginavamo neanche lontanamente uno scenario del genere.
R. (Guido). La stiamo vivendo di certo non bene. Per noi artisti è fondamentale potersi esibire di fronte ad un pubblico, perché è proprio sul palco che il lavoro di mesi trova la sua massima espressione. Ci auguriamo di poter ritornare a calpestare quei tappeti e quelle pedane il prima possibile, per noi è una necessità. Non parliamo poi dei problemi di natura economica che tutti gli operatori del settore stanno subendo. La situazione è davvero precaria, è difficile vivere senza sapere cosa succederà nel prossimo futuro e in attesa di fantomatici sussidi che sembrano più un'elemosina. Non ci resta che sperare che lo sforzo che noi tutti stiamo facendo possa riportarci al più presto alla “normalità”.
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