20 gennaio 2015

Hare rama, hare Krishna: Ras Mandal Reggae

     È uno dei dischi più presenti sui banchi polverosi dei mercatini dell’usato, ma rare sono le notizie che è possibile trovare sulla rete. Senza voler esagerare, si può affermare che Ras Mandal Reggae occhieggi un po’ ovunque sulle bancarelle d’Italia; si dice, ma non so se è vero, che l’Iskcon (casa discografica e centro culturale Hare Krishna) ne abbia stampate centinaia di migliaia di copie, distribuite porta a porta, oltre che attraverso i canali ufficiali. Dalle poche notizie reperibili, sembrerebbe che sia stato pubblicato anche in Francia, con il titolo di “Dasanudasa” e testi in inglese.
     Non è nemmeno ben chiaro a chi vada attribuita l’incisione. È un disco di Claudio Rocchi, del duo Rocchi-Tofani, di un gruppo chiamato Ras Mandal Reggae, oppure un’opera di propaganda dell’Associazione internazionale per la Coscienza di Krishna? Forse è tutto questo. All’epoca, nei primi anni Ottanta, Tofani e Rocchi avevano aderito alla confessione religiosa indiana, e contribuivano a propagarne in Italia la dottrina, sfruttando la loro popolarità. Nel disco sono accompagnati da musicisti di tutto rispetto, come il batterista Mauro Spina (già nella band di Eugenio Bennato), e da altri di cui non abbiamo più tracce, come il bassista Kevin Douglas o il flautista Amyot.
     Il clima dell’incisione è quello di un convivio festoso, dove l’impegno religioso (e politico) si stempera nella gioia collettiva. Inconfondibile la voce di Claudio Rocchi, mai sopra le righe, declamatoria come quella di un profeta.  
     Il genere è già nel titolo: un dignitoso reggae di ispirazione religiosa, ma non di stampo rastafariano; è un canto elevato a Krishna, un invito ad abbandonare i beni materiali per seguire la spiritualità. Esemplare il testo de L’inganno, forse la traccia più felice:
Il trono è una poltrona,
il regno un letto e quattro mura.
Un corpo da godere messo al centro di un progetto di piacere.
Sono in pochi ad aver capito cosa siamo,
che le chiese sono i corpi che abitiamo,
che Dio è dentro nel cuore di ogni uomo.
Ma il Signore viene e fa il suo gioco,
ha più luce di un milione di giorni di sole
e il buio e l'ignoranza vanno via.
     Tirando le somme, resta un lavoro divertente, senza troppe pretese, abbastanza resistente agli anni, che fa riflettere. Non è tuttavia imprescindibile; se proprio si dovesse scegliere, meglio acquistare Un gusto superiore, del duo Tofani-Rocchi. Ras mandal reggae è, al massimo, un utile completamento.
Una cosa però è certa: al giorno d'oggi, dischi così criptici e coraggiosi non se ne fanno più.

Particolare della copertina

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