28 marzo 2026

"Mi hanno assassinato" di Gertrude Mary Wilson: un giallo tinto d'occulto

Non amo i gialli, non mi appassionano perché, in linea di massima, non ho mai avuto la curiosità di sapere da chi e perché taluno è stato ammazzato. Ci sono però delle eccezioni, come spesso accade quando qualcosa non ci piace. Dürrenmatt rientra nella categoria, d'altronde stiamo parlando di un giallista anomalo e soprattutto di un genio, per quanto questa parola sia ai giorni nostri decisamente abusata. Un'altra eccezione è rappresentata dai volumetti della collana I Bassotti di Polillo Editore, collana che presenta al pubblico italiano una serie di romanzi della cosiddetta "età dell'oro del giallo" di area anglosassone, ossia quelli scritti a cavallo tra le due guerre mondiali. Mi hanno assassinato, di Gertrude Mary Wilson, fa parte di questa collana, sebbene sia stato pubblicato in un'epoca successiva, ovvero nel 1957. Inedito in Italia fino al 2025, ci consente di conoscere una scrittrice di cui sulla rete ci sono pochissime tracce.
Gertrude Bryant, poi coniugata con il fumettista Roy Wilson da cui prese il cognome, nacque nel 1899 a Norwich, nella contea di Norfolk. Lavorò come insegnante, fino a quando, spronata dal marito, iniziò a collaborare con riviste letterarie e illustrate, dando inizio a una prolifica carriera come autrice di fumetti. Parallelamente all'attività di sceneggiatrice di nuvole parlanti, la Wilson pubblicò oltre venti romanzi di genere poliziesco con incursioni nel soprannaturale, dando vita specialmente a due personaggi che spesso compaiono nelle stesse storie: l'ispettore Lovick e la scrittrice Miss Purdy. La Wilson, rimasta vedova, morì nel 1986.
Miss Purdy è la protagonista di questo romanzo dal titolo forse poco accattivante ma certamente suggestivo. Alla ricerca di un luogo tranquillo dove poter scrivere il suo nuovo libro e desiderosa di allontanarsi dal caos di Londra, la cinquantacinquenne scrittrice decide di avvalersi della consulenza di un agente immobiliare, il quale le propone una deliziosa casetta sulle rive di un fiume nelle amene campagne del Norfolk. Waterside Cottage, questo il nome della dimora, è isolata quanto basta per potersi concentrare senza essere disturbati. Eppure, è abitata da un'inquietante presenza, il fantasma di Lilian Kemp, una ragazza che qualche mese prima era annegata nel tratto di fiume su cui si affaccia Waterside Cottage. L'inchiesta è stata sbrigativa e il caso è stato chiuso come un banale incidente, sebbene nessuno abbia compreso perché la giovane si sia avventurata da sola su una barchetta in una gelida notte di gennaio. Miss Purdy, pur non essendo una medium, viene contattata dal fantasma di Lilian, la quale guida le mani della scrittrice che, senza volerlo, batte sulla propria macchina da scrivere tre inquietanti parole: "mi hanno assassinato". Inizia così una discreta indagine fondata solo su presunzioni e percezioni, fino a quando un altro annegamento non fa precipitare gli eventi.
Il romanzo della Wilson è sicuramente originale, in quanto innesta elementi soprannaturali su un impianto tradizionale. Ciò non basta evidentemente per parlare di una storia di fantasmi, cosa che non era certamente nelle intenzioni dell'autrice. L'introduzione di elementi occulti che contribuiscono a risolvere il caso caratterizza un romanzo che altrimenti scorrerebbe senza sussulti e su binari piuttosto ordinari. Anche la scoperta che l'assassino è il più insospettabile tra i sospettati non desta particolare sorpresa, rientrando nei cliché del giallo classico. Neppure la presenza del soprannaturale è un'assoluta novità, sebbene la Wilson abbia avuto quantomeno il buon gusto di dosare gli elementi ultraterreni senza scivolare nel grottesco. Pur mantenendosi una certa dose di scetticismo, condivisa persino dai protagonisti, la rivelazione della vera natura dello spirito di Lilian nel finale riesce a regalare qualche brivido ai lettori.
Superfluo dire che non ci troviamo di fronte a un classico, né tantomeno un libro imprescindibile. Nello stesso catalogo della Polillo ci sono sicuramente titoli più validi. Ad ogni modo, il romanzo della Wilson presenta una buona caratterizzazione dei personaggi e contiene vivide descrizioni di un delizioso angolo di campagna inglese sconvolto da un duplice delitto. Una lettura piacevole se non si hanno alte pretese.

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