Pensavo che rileggere Nick Raider a distanza di tanti anni si sarebbe rivelata soltanto un'operazione nostalgia, sebbene, a dirla tutta, non sia mai stato un assiduo lettore della testata. Era uno di quei fumetti che acquistavo di rado, soprattutto per avere compagnia durante i viaggi in treno. Chiunque abbia frequentato le vecchie edicole delle stazioni ferroviarie sa di cosa parlo: all'epoca vendevano a prezzi stracciati i fumetti rimasti invenduti e confezionati ex novo, anche due o tre testate diverse avvolte nel cellophane. La cosa era più comune con la Disney o con fumetti come Geppo, Braccio di Ferro e Tiramolla, ma poteva capitare anche con gli albi di casa Bonelli. Pur avendo conosciuto e apprezzato Nick Raider in questo modo, per me è stata una lettura occasionale e mai approfondita.
Il mese scorso, tuttavia, la Sergio Bonelli ha presentato una novità editoriale che ha risvegliato il mio interesse per il personaggio. Sto parlando dei Bonelli Pocket, volumetti di 320 pagine in formato ridotto (14,5 x 17 cm) che ristampano a prezzo popolare (5 euro) alcune storie da tempo assenti dalle edicole. I primi tre albi, finora gli unici, sono dedicati a Martin Mystère, Legs Weaver e, per l'appunto, Nick Raider. Sono libretti in formato economico ma di buona fattura, con carta sottile ma morbida e un'ottima definizione dei dettagli, nonostante le dimensioni delle vignette siano ridotte rispetto agli standard della casa di Via Buonarroti. Non ci sono rubriche, solo uno stringato redazionale con la descrizione del volume. Un'iniziativa pensata semplicemente per il piacere della lettura del fumetto e, forse proprio per questo, particolarmente gradita e riuscita.
Tre le storie dell'agente della Squadra Omicidi che sono state ristampate: la celebre Il caso Geronimo (Nizzi-Ramella, n. 6 del 1988), il giallo classico di Un volto nella notte (Nizzi-Trigo, n. 14 del 1989) e la spettacolare Una giornata nera (D'Antonio-Brindisi, tratta dallo Speciale del 1995). Per chi volesse iniziare a conoscere il personaggio, si tratta di un buon viatico. Nella prima storia tre persone, tutte a vario titolo legate alla produzione di un film western, vengono uccise da una freccia navajo alla gola, scoccata da un misterioso arciere; è un viaggio negli aspetti più torbidi della mente umana, un caso apparentemente inspiegabile con un impeccabile finale a sorpresa. Un volto nella notte, come ho già detto, è un giallo dalla struttura più classica. Una sessantenne viene uccisa nel proprio letto per una rapina finita male; la verità, ancora una volta, dimostrerà che nulla è come sembra e che l'apparenza delle cose spesso nasconde l'impensabile. Una giornata nera è invece una storia lunga rispetto al classico formato delle 94 tavole, un meccanismo narrativo a orologeria di rara perfezione. Attraverso gli occhi della recluta Stone, assistiamo a un giorno di ordinaria follia alla centrale della Squadra Omicidi di New York; una storia corale dura e amara che lascia un segno profondo nel lettore.
Nick Raider oggi potrebbe apparire come un personaggio datato. In linea di massima sono d'accordo con questa definizione, ma non ritengo che l'aggettivo vada inteso in senso negativo, tutt'altro. La testata ha il fascino delle vecchie stazioni di polizia piene di "scartoffie", con le sigarette sempre accese, un tocco di machismo e qualche battuta da caserma. Conserva intatto quel linguaggio d'antan che può anche apparire politicamente scorretto, dove abbondano parole che oggi fanno sorridere, come "sbirro" e "piedipiatti". E ancora, ricordiamo gli inseguimenti che rasentano l'incredibile, la pistola sempre in pugno, la spalla dell'eroe con tratti macchiettistici (il mitico Marvin Brown), il colpo d'accetta che divide i buoni dai cattivi con qualche lieve sfumatura di "grigio", e così via. Ebbene, tutto ciò è indiscutibilmente vecchio. Eppure è bello, divertente e persino rilassante, quantomeno per una fascia di persone che, di fatto, costituiscono lo zoccolo duro di chi ancora legge i fumetti da edicola. In un mercato dominato da graphic novel costosissime, dove i ragazzini oramai seguono altre forme di intrattenimento e hanno quasi dimenticato il fumetto, ci vorrebbe qualcuno che pensasse a quella nicchia di resistenti (ma siamo davvero così pochi?) che ancora si entusiasmano per un poliziesco hard-boiled della vecchia scuola.
Per quale motivo, dico io, dobbiamo sempre ragionare con gli occhi della contemporaneità? Ritenere che ciò che è nuovo sia per forza migliore o "più bello" è una deriva pericolosa, quantomeno per il nostro senso estetico. La Bonelli recentemente ha lanciato un sondaggio, chiedendo ai suoi lettori, tra le altre cose, quale vecchio personaggio vorrebbero vedere di nuovo in edicola. Nick Raider qualche tempo fa ha fatto capolino con una miniserie, ma sarebbe davvero gradita la ristampa cronologica della serie completa.
L'albo Bonelli pocket dedicato a Nick Raider

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