L'Oasi Grotte del Bussento è una delle aree protette gestite dal WWF Italia sul territorio nazionale. È stata istituita nel 1995 e si trova nel territorio del Comune di Morigerati, all'interno del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. La sua estensione è di 607 ettari, con vincolo paesistico, idrogeologico e di protezione della fauna. La presenza del fiume Bussento caratterizza l'Oasi dal punto di vista geologico e idrico. Il fiume è noto per un fenomeno carsico tra i più rilevanti del Meridione e del nostro Paese: nasce sul monte Cervati, scorre in superficie fino a Caselle in Pittari, quindi si inabissa in un inghiottitoio naturale, continuando la sua corsa per circa cinque chilometri nel sottosuolo, per riemergere infine proprio nell'Oasi, nella Grotta cosiddetta "della risorgenza". Qui si apre uno spettacolare e impressionante orrido, il vero e proprio cuore pulsante del percorso escursionistico.
Come si legge nel cartellone illustrativo posto all'entrata, la presenza del corso d'acqua e le diverse esposizioni dei versanti fanno sì che vi siano numerosi tipi di vegetazione. Il fondo della gola del fiume è caratterizzato da una vegetazione riparia fatta di muschi e felci e, tra gli alberi, di salici e ontani. A nord, in posizione dominante sul vallone, si estende invece un lecceto, mentre sugli altri versanti il leccio è accompagnato dalla roverella, dal frassino e dal carpino. In direzione dell'abitato di Sicilì si sviluppa prevalentemente la macchia mediterranea. Lungo il versante esposto a sud sono invece presenti specie vegetali che prediligono il clima caldo arido. La fauna acquatica è costituita da trote, gamberi e granchi, nonché dalla lontra. Tra gli uccelli sono state avvistate diverse specie di rapaci, mentre nei boschi dimorano i gatti selvatici e perfino qualche raro lupo.
Il punto di partenza è in prossimità dell'abitato di Morigerati. Nel centro visite, dove si acquistano i biglietti con diverse possibilità di sconto specialmente per i gruppi, è disponibile anche qualche souvenir. La prima parte del sentiero, di circa 800 metri, è in discesa per un dislivello di 130 metri, con la massima pendenza del 14%. La mulattiera è ben tracciata e la passeggiata è agevole, anche grazie alla presenza di quattro fontane di acqua potabile e freschissima. Si arriva così alla Grotta della risorgenza, sicuramente la parte più spettacolare del percorso. La grotta è piuttosto alta e impressionante: la stretta scalinata che si inoltra all'interno dà l'idea di scendere al centro della Terra. Si prosegue fino alla balaustra di un ponte, sotto il quale scorrono le impetuose acque del Bussento che riemerge alla luce dopo il lungo tratto sotterraneo.
Il percorso è circolare, per cui si torna indietro fino a un altro bivio: a sinistra si scende fino alla cosiddetta Stazione dei muschi, un'ampia superficie caratterizzata da muschi e licheni che scendono come una barba dai rami degli alberi.
Risaliti verso il sentiero principale, si prosegue costeggiando il corso del fiume e, superati alcuni ponti, si arriva fino all'antico mulino, oltre il quale è presente una polla d'acqua gelida in cui è possibile immergersi. Il mulino ad acqua risale al XVIII secolo ed è stato utilizzato fino agli anni Sessanta del Novecento. La sua caratteristica principale è l'uso della ruota orizzontale, un meccanismo più rudimentale rispetto alla classica ruota laterale verticale, ma adatto ai piccoli corsi d'acqua. Il meccanismo di funzionamento viene spiegato dai volontari del WWF presenti sul posto. Inoltre, a poca distanza è possibile vedere la sorgente che lo alimenta. Il mulino serviva i due abitati di Morigerati e Sicilì ed era un importante punto di riferimento per la popolazione locale, oltre che un luogo di ritrovo. Dalla piscina naturale è possibile risalire verso l'uscita, fino a incontrare di nuovo la prima parte del percorso, da fare questa volta in salita. Oppure, in alternativa, si può intraprendere il lungo sentiero che porta all’abitato di Sicilì, frazione del comune di Morigerati. L'Oasi Grotte del Bussento non è infatti una realtà a sé, ma è perfettamente inserita nel sistema e nella rete sentieristica del Parco.








Nessun commento:
Posta un commento
Commenta l'articolo!