Qualche
giorno fa in un programma radiofonico si discuteva su quali fossero le migliori
cover di canzoni italiane e straniere. Senza alcuna pretesa di esaustività e seguendo i miei gusti personali, anche io ho fatto una selezione, che riporto in
rigoroso ordine alfabetico per artista. Chi volesse ascoltarle, può fare un
salto su YouTube.
Letteratura, Musica, Scrittura, Cinema e altri argomenti. Per un pensiero non allineato.
16 maggio 2022
Questione di cover...
4 maggio 2022
"Donna al piano" di Bernard MacLaverty: un manifesto sul potere salvifico della musica
23 aprile 2022
I primi quarant'anni di Martin Mystère
Il numero 386 si inserisce peraltro nella rinnovazione della serie cominciata esattamente un anno fa con il numero 375, che ha inaugurato il ritorno alla mensilità. Si è trattato di un ritorno alle origini, dato che la cadenza è già stata mensile fino al numero 278, per diventare poi bimestrale per quasi quindici anni. L'albo in edicola, intitolato I suoi primi 40 anni, riunisce le caratteristiche di entrambi i formati. Come i bimestrali, è un “balenottero”, ossia un volume di circa 160 pagine. Come nei nuovi mensili, invece, la storia inedita è sviluppata in poco più di settanta tavole, mentre il resto delle pagine è occupato da redazionali e da un romanzo a puntate di Andrea Carlo Cappi.
Due le iniziative legate al quarantennale che ne fanno un albo celebrativo. La prima è la storia inedita, che finalmente propone un'avventura risalente agli albori della carriera di Martin, spesso accennata eppure mai raccontata nei minimi dettagli: il mystero noto come “il fantasma del Topkapi”. È una storia che si è svolta a Istanbul nel 1982 e che è valsa a Martin una grande popolarità in Turchia. Dopo quarant'anni esatti, il nostro eroe ritorna negli stessi luoghi per dipanare i punti oscuri di una vicenda interrotta e mai del tutto chiarita. Come sempre quando si tratta di albi speciali, soggetto e sceneggiatura sono curati dallo stesso Castelli, mentre le tavole sono illustrate da Alessandrini, Torti e Orlandi. La storia è avvincente ma richiede una seconda lettura per poterne cogliere tutte le sfumature.
10 aprile 2022
"La donna in bianco" di Wilkie Collins: la rivincita del romanzo vittoriano
29 marzo 2022
Il canto del cigno della commedia all'italiana: "Lo zio indegno"
Franco Brusati è stato un regista che
ha attraversato senza grandi clamori la più feconda stagione del cinema
nostrano. Tra gli anni Cinquanta e Ottanta ha diretto appena otto lungometraggi,
sebbene la sua carriera di sceneggiatore sia stata molto prolifica. È ricordato principalmente per lo struggente Pane e
cioccolata, inserito nella prestigiosa lista dei "100 film italiani da
salvare". L'ultima sua fatica dietro la macchina da presa è stata invece una
commedia solo all'apparenza leggera, Lo zio indegno, uscita nelle sale nel
1989.
«Mi piaci tu, la mia casa, la mia famiglia, la mia religione, il lavoro, i soldi, mi piace tutto. Solo che forse, di vita ce n'era anche un'altra, chissà»
17 marzo 2022
"Seminario sulla gioventù" di Aldo Busi: un classico contemporaneo
«Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo a un risolino di stupore, stupore di essercela tanto presa per così poco, e anch'io ho creduto fatale quanto si è poi rivelato letale solo per la noia che mi viene a pensarci.»
«Ma come: alcune notti laboriose, alcune pazze, l'uno e l'altro compagno, qualche viso e corpo di donna, qualche paese corso di sghembo, e quell'attesa, quell'impazienza incessanti: questo breve tumulto d'ombre cose passioni, incoerenti, fuggite, sarebbe stata la gioventù? Essa proprio.»
«Forse non ho fatto altro che cercare di espiare per aver preferito la concreta razionalità del mio egoismo in carne alle ragioni in polvere di chi al suo dolore ha dato gli argini del fantasma che ha potuto.»
6 marzo 2022
Roma da (ri)scoprire n. 5: ciò che resta del "piccolo Colosseo"
Chi percorre il caotico Viale Castrense
in direzione San Giovanni provenendo dalla Tangenziale Est, in prossimità
dell'incrocio con Via Nola ha modo di intravedere sulla destra una struttura quasi
interamente inglobata nelle Mura aureliane, che tuttavia mantiene la propria
identità. Si tratta dei resti dell'Anfiteatro Castrense, l'unico anfiteatro
conservato a Roma, sia pure parzialmente, assieme al ben più celebre
Colosseo.
22 febbraio 2022
"Words from the front", Verlaine fedele alla linea
10 febbraio 2022
"Third degree", l'avanguardia del mod revival
29 gennaio 2022
"Una banda di idioti" di John Kennedy Toole: una risata vi seppellirà
Ho già parlato altrove delle drammatiche
peripezie che hanno condotto alla pubblicazione di questo romanzo. John Kennedy
Toole (1937-1969) scrisse appena due libri, per giunta pubblicati postumi. Si
suicidò nel 1969, all'età di trentadue anni, senza aver dato alle stampe un
solo volume. La madre, con encomiabile pervicacia, tentò di far pubblicare un
corposo manoscritto ritrovato nella stanza del figlio, proponendolo senza esito
a diversi editori. Finalmente nel 1980, grazie all'intercessione dello
scrittore Walker Percy che ebbe la pazienza di leggere quei fogli unti e
ingialliti, Una banda di idioti vide la luce nelle librerie americane. Fu un
successo straordinario di pubblico e critica, che valse allo sfortunato autore
un Premio Pulitzer postumo, nel 1981. Tuttora è uno dei più celebri long-seller
della letteratura statunitense.




